Io dovrei studiare un centinaio di pagine prima di dormire stanotte ma non ne ho proprio voglia.
C'è un tizio su Spreaker che si è inventato una Radio Triste ma Triste Bella. e la sto ascoltando.
Abbiamo vite indaffarate e piene di idee e progetti e di lezioni, di esami, di impegni a casa e in giro, di amici da sentire che a volte ci dimentichiamo di prendere del tempo per noi soltanto, ascoltare musica e rimettere a posto il cuore.
E' importante, credo, per ricordarci chi siamo.
Per continuare sulla nostra strada.
Questa è la musica che di solito ascolto io quando mi perdo.
Non ho la presunzione di pensare che sia la musica di cui tutti abbiamo bisogno.
Il fatto è che poi io dopo un po' mi ritrovo, tipo adesso, che sono arrivata all'ultimo pezzo e mi è venuta voglia di studiare.
Ma ora ho il cuore pieno ed è, solo, questo, che, conta.
mercoledì 10 aprile 2013
giovedì 7 marzo 2013
Feste che mi avvelenano il sangue
Devo scendere a patti con una società nella quale capita che io non riesca a riconoscermi.
Volevo scrivere un post di ragionamenti, di congetture sul perché la società trasforma ricorrenze in gingilli pubblicitari privi di ogni qualsivoglia morale.
Volevo davvero mettermi a leggere decine di articoli sulle 130+ donne ammazzate nel 2012 in Italia e scrivere che non possiamo festeggiare in una società dove le donne vengono squartate, fatte a pezzi, sgozzate, soffocate, date in pasto ai cani, stuprate da branchi di uomini, seppellite, chiuse in sacchi della spazzatura, sfruttate, rinchiuse, derise, silenziate, picchiate, molestate.
Una società di maschi che si ricordano che le proprie compagne siano donne solo l'8 marzo, perché ce ne sono e sono tantissimi, e le lascino sfogarsi e strusciarsi addosso ai fusti nei locali.
Mi chiedo cos'abbiano in testa quelle femmine che domani sera si acchittano, si scoprono e vanno a zoccoleggiare per il mondo. Ma mi chiedo pure cos'abbiano in testa quelle che vanno in pizzeria a festeggiare tra sole donne.
Per non parlare degli eventi, delle locandine piene di addominali e di mimose, degli auguri che riceviamo tutti i benedettissimi anni.
Volevo scrivere e ragionare sulla condizione sociale della donna in Italia e nel mondo, sull'ipocrisia dilagante e sulla violenza domestica, ma tutto ciò che mi viene da chiedermi e da chiedere a chi leggerà è
Che cazzo ci augurate? Che cazzo festeggiate?
Volevo scrivere un post di ragionamenti, di congetture sul perché la società trasforma ricorrenze in gingilli pubblicitari privi di ogni qualsivoglia morale.
Volevo davvero mettermi a leggere decine di articoli sulle 130+ donne ammazzate nel 2012 in Italia e scrivere che non possiamo festeggiare in una società dove le donne vengono squartate, fatte a pezzi, sgozzate, soffocate, date in pasto ai cani, stuprate da branchi di uomini, seppellite, chiuse in sacchi della spazzatura, sfruttate, rinchiuse, derise, silenziate, picchiate, molestate.
Una società di maschi che si ricordano che le proprie compagne siano donne solo l'8 marzo, perché ce ne sono e sono tantissimi, e le lascino sfogarsi e strusciarsi addosso ai fusti nei locali.
Mi chiedo cos'abbiano in testa quelle femmine che domani sera si acchittano, si scoprono e vanno a zoccoleggiare per il mondo. Ma mi chiedo pure cos'abbiano in testa quelle che vanno in pizzeria a festeggiare tra sole donne.
Per non parlare degli eventi, delle locandine piene di addominali e di mimose, degli auguri che riceviamo tutti i benedettissimi anni.
Volevo scrivere e ragionare sulla condizione sociale della donna in Italia e nel mondo, sull'ipocrisia dilagante e sulla violenza domestica, ma tutto ciò che mi viene da chiedermi e da chiedere a chi leggerà è
Che cazzo ci augurate? Che cazzo festeggiate?
giovedì 28 febbraio 2013
I miei capelli profumano di miele
Evviva. Sono ancora qui. Le tre di notte e la testa piena di roba.
Oggi ho lavato i capelli con dei prodotti nuovi, e profumavano di miele e camomilla e yogurt.
Mi sono lanciata da sola in un progetto ambizioso ed impegnativo.
Sto conoscendo gente fantastica e piena di energia che, inevitabilmente, la trasferisce anche a me.
Ho perso una settimana di studio per non si sa quale motivo, a volte sono in bilico tra il dovere ed il piacere e guarda caso cado sempre dallo stesso lato comodo.
Ho voglia di cantate, tanta.
Ho tante cose da leggere e da imparare.
Mi limito, mi schiaccio.
Ma so di che sono capace e pianterò i miei piedi a terra senza nessuna intenzione di spostarmi.
Sono le tre e dodici di notte e la sveglia suona fra cinque ore.
Ma i miei capelli profumano ancora di cose dolci.
Ci sono cose da cui non si scappa, le strade che ci disegnamo addosso.
E così come si sbanda, si può tornare a marciare.
La meta è una. Chi si ferma è perduto.
Oggi ho lavato i capelli con dei prodotti nuovi, e profumavano di miele e camomilla e yogurt.
Mi sono lanciata da sola in un progetto ambizioso ed impegnativo.
Sto conoscendo gente fantastica e piena di energia che, inevitabilmente, la trasferisce anche a me.
Ho perso una settimana di studio per non si sa quale motivo, a volte sono in bilico tra il dovere ed il piacere e guarda caso cado sempre dallo stesso lato comodo.
Ho voglia di cantate, tanta.
Ho tante cose da leggere e da imparare.
Mi limito, mi schiaccio.
Ma so di che sono capace e pianterò i miei piedi a terra senza nessuna intenzione di spostarmi.
Sono le tre e dodici di notte e la sveglia suona fra cinque ore.
Ma i miei capelli profumano ancora di cose dolci.
Ci sono cose da cui non si scappa, le strade che ci disegnamo addosso.
E così come si sbanda, si può tornare a marciare.
La meta è una. Chi si ferma è perduto.
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