Se non lo avete visto, fatelo, anche perché non esiterò a spoilerare, vi ho avvertiti.
Il titolo, bellissimo anche già in inglese, proviene direttamente da una poesia, anzi da un testo di Sir Alexander Pope (sì, proprio quel A.Pope di Tom Hanks e il Codice da Vinci); versi che vengono citati direttamente da Kirsten Dunst (insieme ad una frase di Nietszche, momento di vero godimento) in un punto - secondo me - chiave del film e che avremmo riconosciuto, se quel mentecatto avesse distribuito il film con il titolo tradotto per bene, tutt'al più originale:
Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.
L'"infinita letizia della mente candida" ha risvegliato in me dei pensieri e delle domande che mi sono sempre posta e che non ho mai condiviso con nessuno.
Tutto è iniziato quando al Seattle Grace Hospital è arrivata "la Sconosciuta", ri-battezzata Ava: una donna che aveva perso completamente la memoria. Dopo mille peripezie e dopo essersi innamorata di Alex Karev, che ricambiava questo strano sentimento, spunta suo marito e se la riporta a casa: lei non lo ricorda, e ovviamente non riesce ad amarlo, ma a casa ci torna lo stesso.
La mia prima tesi è suffragata anche da Charles Bukowski, che nel suo "Musica per organi caldi" scrive:
L'amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci far star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.
Ma arrivo al punto e vi dico cosa mi passa da sempre in testa. Quello che mi chiedo è: se fossimo innamorati di qualcuno e poi perdessimo la memoria, mi rinnamoreremmo di quella persona, ne ameremmo le stesse cose che amavamo prima?
Non potevo darla vinta così facilmente a Bukowski, anche se penso che in fondo abbia ragione.
Non potevo perché per me l'amore è l'unica forza del mondo, è l'amor che vincit omnia, l'amor che move il sole e le altre stelle. E' un'illusione, okay, ma è l'amore inspiegabile che ci fa fare le pazzie e ci fa piangere e sperare come null'altro nell'universo.
E l'amore di cui parlo io è l'amore nel senso più generale, quello per un compagno, per un figlio, per un lavoro, per un paese, per una boy band, per la vita: qualsiasi amore, purché sia amore.
In questo senso qui, è l'amore per un/a compagno/a: poteva essere che il mitico amore invincibile venisse vinto così da un danno medico?
Se l'amore vero è incondizionato, non dovrebbe avere condizioni.
E questa è la mia seconda tesi.
Il fatto è che in questo film Joel e Clementine si conoscono ad una festa, si innamorano alla follia, stanno insieme tre anni, poi litigano alla follia e prima lei e poi lui si sottopongono ad un esperimento grazie al quale dimenticano tutti ma proprio tutti i ricordi legati all'altro. Joel, che si sottopone per ultimo al trattamento [offerto dalla Lacuna Inc., diretta dal Dottor Howard, in cui lavora anche Mary (Kirsten Dunst)], si sveglia nel suo letto, visibilmente strano, (il trattamento veniva fatto di notte, a casa del paziente), pensieroso, pieno di domande, ed invece di andare a lavoro prende inspiegabilmente un treno per Montauk, luogo dove aveva conosciuto Clem per la prima volta e dove quella mattina la rincontra, senza sapere chi fosse. Ne rimane totalmente affascinato e così, sembra, inizia una - nuova - relazione tra di loro.
Contemporaneamente, o meglio la sera prima, nella camera da letto di Joel durante la procedura, Mary confessa al suo capo Howard di essersi innamorata di lui, e alla fine scopre di esserlo già stata e di essersi voluta sottoporre anche lei al trattamento, dimenticando tutto.
(Chiedo scusa per questo semispoiler <3 )
Io lo so che questo è un film che in alcuni siti è bollato come fantascientifico.
E lo so che è un film e che la vita non è un film.
Ma restituisce la palla alla mia teoria. Sembra affermare una volta per tutte che c'è qualcosa di incondizionato che ci porta sempre e comunque e inspiegabilmente verso una persona e sempre verso di lei.
L'amore non sta alle condizioni, purché sia amore.
E quindi forse è vero che aveva ragione pure Bukowski, che ameremmo altre persone se solo le incontrassimo. Ma Joel incontra ancora Clem e Mary incontra ancora Howard e l'amore vince senza condizioni.
Quindi, probabilmente, con il beneficio del dubbio, l'amore non è un ricordo che perdiamo insieme alla memoria, bensì un'inclinazione, una strada segnata, un vortice che ci risucchia, un mistero inconsapevole, e quindi per altri mille anni mille ci rinnamoreremo e ci ritroveremo faccia a faccia ogni singolo momento.
Purché sia amore.
E questa è la mia seconda tesi.
Il fatto è che in questo film Joel e Clementine si conoscono ad una festa, si innamorano alla follia, stanno insieme tre anni, poi litigano alla follia e prima lei e poi lui si sottopongono ad un esperimento grazie al quale dimenticano tutti ma proprio tutti i ricordi legati all'altro. Joel, che si sottopone per ultimo al trattamento [offerto dalla Lacuna Inc., diretta dal Dottor Howard, in cui lavora anche Mary (Kirsten Dunst)], si sveglia nel suo letto, visibilmente strano, (il trattamento veniva fatto di notte, a casa del paziente), pensieroso, pieno di domande, ed invece di andare a lavoro prende inspiegabilmente un treno per Montauk, luogo dove aveva conosciuto Clem per la prima volta e dove quella mattina la rincontra, senza sapere chi fosse. Ne rimane totalmente affascinato e così, sembra, inizia una - nuova - relazione tra di loro.
Contemporaneamente, o meglio la sera prima, nella camera da letto di Joel durante la procedura, Mary confessa al suo capo Howard di essersi innamorata di lui, e alla fine scopre di esserlo già stata e di essersi voluta sottoporre anche lei al trattamento, dimenticando tutto.
(Chiedo scusa per questo semispoiler <3 )
Io lo so che questo è un film che in alcuni siti è bollato come fantascientifico.
E lo so che è un film e che la vita non è un film.
Ma restituisce la palla alla mia teoria. Sembra affermare una volta per tutte che c'è qualcosa di incondizionato che ci porta sempre e comunque e inspiegabilmente verso una persona e sempre verso di lei.
L'amore non sta alle condizioni, purché sia amore.
E quindi forse è vero che aveva ragione pure Bukowski, che ameremmo altre persone se solo le incontrassimo. Ma Joel incontra ancora Clem e Mary incontra ancora Howard e l'amore vince senza condizioni.
Quindi, probabilmente, con il beneficio del dubbio, l'amore non è un ricordo che perdiamo insieme alla memoria, bensì un'inclinazione, una strada segnata, un vortice che ci risucchia, un mistero inconsapevole, e quindi per altri mille anni mille ci rinnamoreremo e ci ritroveremo faccia a faccia ogni singolo momento.
Purché sia amore.